Tasse: cosa sono tipologie e classificazione

I tributi per la legge italiana sono delle prestazioni obbligatorie che Stato o enti pubblici richiedono ai cittadini, per questo esistono diversi tipi di tasse, in base al tipo di servizio che viene corrisposto . Con il termine tasse spesso vengono erroneamente chiamati tutti quei versamenti che il cittadino corrisponde allo stato, ma in realtà le tasse sono dei tributi che il cittadino versa allo stato in controprestazione. Questo vuol dire pagando una tassa si ha un servizio offerto dallo stato. I benefici che i contribuenti ottengono dal servizio offerto dallo Stato li obbliga al pagamento della relativa tassa.

TIPI Di TASSE: CLASSIFICAZIONE

Le tasse si dividono in basa alla natura del servizio che viene offerto dallo stato. Possono essere tasse amministrative, tasse giudiziarie e tasse industriali. Le tasse amministrative sono quelle dove agli organi amministrativi per un servizio prestato, e riguardano la vita dei cittadini, l’aspetto civile, economico e culturale, per esempio tasse per atti di stato civile o certificati anagrafici, tasse per occupazione di suolo pubblico o concessione di mercati e fiere e le tasse scolatische. Le tasse giudiziarie sono dovute per la funzione giurisdizionale e sono: tasse per la giurisdizione civile (quando un cittadino ha perso una causa), tasse per la giurisdizione penale (sono a carico di un imputato giudicato colpevole), tasse per la giurisdizione amministrativa ( tasse dovute dal cittadino in caso perda una causa con la pubblica amministrazione) e tasse per giurisdizione volontaria (tasse che vengono pagate da chi fa richiesta di atti che possono riguardare la tutela di minori, incapaci ecc.). Le tasse industriali sono quelle dovute dal cittadino che richiede verifica per determinati prodotti o per la verifica di pesi e misure.

IN CHE MISURA SI PAGANO E COME VENGONO CORRISPOSTE

Ogni tipo di tassa ha un suo corrispettivo che è fissato dallo Stato (esempio l’IRAP è un’imposta Regionale applicata sulle Attività Produttive), e viene ripartito tra coloro che ne fanno richiesta e la collettività. Se l’utilità del servizio è maggiore per la collettività la tassa sarà minore perché il costo graverà maggiormente sulla collettività (che paga attraverso le imposte). Se invece l’utilità è maggiore per il richiedente la tassa sarà maggiore gravando maggiormente sul richiedente. Le tasse vengono riscosse dallo stato in modo in tre modi: riscossione diretta generale, riscossione diretta specializzata e riscossione indiretta.

IRAP cos’è e come si calcola

L’acronimo di IRAP è Imposta Regionale sulle Attività Produttive ed è un’imposta locale applicata alle attività produttive esercitate in ciascuna regione. Dunque l’IRAP viene pagata da chi svolge attività d’impresa e non dalle persone fisiche. L’IRAP viene interamente devoluto agli enti regionali in cui l’impresa ha sede. Sono soggetti all’imposta dell’IRAP aziende, enti o liberi professionisti, anche se non esercitano attività commerciale, comprese Pubbliche Amministrazioni e produttori agricoli che però possono, in alcuni casi, essere esonerati dal pagamento dell’imposta.

IRAP: COME SI CALCOLA

Per il calcolo dell’IRAP bisogna determinare il guadagno dell’anno di riferimento, vanno dunque sottratti i costi da quelli che sono i ricavi dell’esercizio per determinare il valore netto di produzione. Va tenuto conto che la base imponibile dell’IRAP non prevede costi del lavoro deducibili. Calcolato questo si avrà il valore lordo di imposta su cui verrà calcolato l’IRAP che ha un’aliquota del 3,9%. Non bisogna però stupirsi se l’aliquota è superiore poiché le regioni hanno facoltà di maggiorare l’aliquota anche di un punto percentuale e di far distinzione tra le varie categorie di contribuenti e settori di attività.

IRAP: COME SI VERSA

Chi è tenuto a versare l’IRAP deve procedere al pagamento del saldo dell’imposta relativa all’anno precedente e dell’acconto dell’anno in corso. L’acconto è pari al 99%, ossia calcolato il 3,9% si calcola sulla somma ottenuta il 99% che viene corrisposto in due rate cosi composte: il 40% dell’acconto complessivo dovuto se è superiore a 103,00 euro e il 60% dell’acconto complessivo o dell’intero acconto se l’importo della prima rata non ha superato i 103,00. Il saldo IRAP, ovvero l’1% dovuto per l’anno precedente va versato entro il 16 giugno o entro il 16 luglio maggiorato del 0,40%. Gli acconti entro il 16 giugno (o il 16 luglio sempre con maggiorazione del 0,40%) e il secondo acconto Irap entro il 30 Novembre.

Fonte: IRAP definizione e come si calcola